Nel mito del Minotauro, tutti vedono come minaccia principale il mostro, ma è il labirinto che rende impossibile la fuga per l’eroe della storia.
Per uscire dal labirinto non basta essere forti o coraggiosi. Se si continuano a percorrere gli stessi corridoi, si finirà sempre nello stesso punto.
Per superare l’insicurezza personale il processo è lo stesso.
Molte persone pensano che il problema sia sentirsi insicure. In realtà, dal punto di vista della Terapia Breve Strategica, il problema non è l’insicurezza in sé, ma tutto ciò che facciamo per cercare di eliminarla.
Più cerchiamo di controllarla, più cresce.
Più tentiamo di sentirci sicuri prima di agire, meno ci sentiamo capaci di affrontare ciò che ci spaventa.
Quando le soluzioni non risolvono
L’insicurezza personale raramente arriva come un evento improvviso.
Si costruisce lentamente, alimentata da comportamenti che sembrano ragionevoli ma che, nel tempo, finiscono per farci perdere nel labirinto dell’insicurezza.
C’è chi controlla decine di volte una mail prima di inviarla per evitare errori.
Chi ripensa per ore a una conversazione nel timore di aver detto qualcosa di sbagliato.
Chi chiede continuamente rassicurazioni agli altri.
Chi evita determinate situazioni aspettando di sentirsi finalmente pronto.
Ogni azione nasce con l’intenzione di ridurre il disagio.
Eppure, produce l’effetto opposto.
Ogni controllo comunica al cervello che esiste davvero un pericolo.
Ogni evitamento conferma che non siamo in grado di affrontarlo.
Ogni rassicurazione offre sollievo per pochi minuti, ma rende sempre più necessario riceverne un’altra.
È questo il meccanismo che la Terapia Breve Strategica definisce persistenza del problema attraverso i tentativi di soluzione.
Non è il problema che si mantiene da solo.
Siamo noi che, con i nostri tentativi di ridurlo, continuiamo ad alimentarlo.
Il limite del controllo
Quando ci sentiamo insicuri, la prima reazione è cercare di avere tutto sotto controllo.
Controlliamo quello che diciamo.
Controlliamo il modo in cui appariamo.
Controlliamo le reazioni degli altri.
Controlliamo perfino i nostri pensieri, cercando di convincerci che non dovremmo sentirci così.
Ma il controllo ha un limite.
Più cerchiamo di non provare un’emozione, più quell’emozione occupa spazio.
È il paradosso di chi cerca disperatamente di addormentarsi o di smettere di pensare a qualcosa: proprio lo sforzo rende impossibile ottenere il risultato desiderato.
Con l’insicurezza personale accade lo stesso.
Più pretendiamo di eliminarla prima di agire, più le consegniamo il controllo della nostra vita.
Una seduta di Terapia Strategica non parte dalla domanda: “Perché sei diventato insicuro?”
Parte da una domanda molto diversa: “Cosa fai ogni giorno per mantenere viva la tua insicurezza?”
È una prospettiva radicalmente diversa.
Il paziente viene così guidato ad indagare le proprie personali tentate soluzioni che aggravano il suo senso di insicurezza invece di alleviarlo.
Per questo il lavoro terapeutico si concentra sull’introdurre esperienze emozionali correttive allo scopo di interrompere il circolo vizioso e superare l’insicurezza personale.
Non si tratta solo di pensare diversamente.
Si tratta di fare qualcosa di diverso.
Ed è proprio l’esperienza a produrre nuovi modi di percepire se stessi.
Piccoli cambiamenti, grandi effetti
Spesso immaginiamo il cambiamento come qualcosa di enorme.
La Terapia Breve Strategica dimostra invece che basta modificare un piccolo ingranaggio perché l’intero sistema inizi a funzionare diversamente.
Chi controlla ossessivamente potrebbe sperimentare di limitare volontariamente i controlli.
Chi cerca continue rassicurazioni può imparare, gradualmente, a tollerare il dubbio senza cercare conferme immediate.
Chi evita le situazioni temute può affrontarle attraverso esperienze calibrate, progettate insieme al terapeuta, che permettono di recuperare fiducia nelle proprie capacità.
Il cambiamento non avviene perché la persona viene convinta di essere più forte.
Avviene perché sperimenta concretamente di poter fare ciò che prima riteneva impossibile.
Uscire dal labirinto
Nel mito, Teseo non sconfigge il labirinto cercando di capirne ogni corridoio.
Ne esce seguendo una strategia mirata.
Anche con le insicurezze accade qualcosa di simile.
Molte persone trascorrono anni cercando di comprendere perché si sentano inadeguate.
Ma spesso la domanda più utile è un’altra:
“Che cosa continuo a fare che mantiene viva questa sensazione?”
Quando interrompiamo quei comportamenti che sembravano proteggerci ma che in realtà ci imprigionavano, il labirinto perde la sua forza.
L’obiettivo della Terapia Breve Strategica non è eliminare ogni dubbio o trasformare una persona in qualcuno che non prova più paura.
È restituirle la libertà di agire anche quando la paura è presente.
Perché il coraggio non nasce dall’assenza di insicurezza.
Nasce nel momento in cui smettiamo di lasciare che sia l’insicurezza a decidere come vivere.
La sicurezza in se stessi non si eredita, si costruisce giorno dopo giorno. Contattami oggi per un’analisi personalizzata delle tue tentate soluzioni in modo da superare l’insicurezza personale.
Seguimi su instagram per ulteriori contenuti: https://www.instagram.com/gianlucapsy/
Ricevo a Roma (EUR – Marconi) e a Ciampino